Casa dolce casa: a Verona il 2026 è l’anno giusto per comprare?

Ci sono anni in cui i numeri suggeriscono degli approcci concreti senza bisogno di troppe interpretazioni. Il 2026 sembra essere uno di questi, considerato che si trascina dei dati trimestrali molto confortanti da parte dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, che fotografano un settore residenziale in piena salute: nel terzo trimestre, l’ultimo al quale è finora possibile riferire dati consuntivi, quasi 175.000 abitazioni sono state compravendute in tutta Italia tra luglio e settembre, con una crescita dell'8,5% su base annua. Una performance che va oltre le attese e che si distribuisce in modo equilibrato su tutto il territorio nazionale, senza zone d'ombra.
Quello che colpisce, guardando il dettaglio mensile, è la progressione nel corso del trimestre: si parte da un luglio già tonico, si attraversa un agosto che tiene meglio del solito, e si arriva a un settembre che segna addirittura un +10,1% rispetto all'anno precedente. Una traiettoria ascendente che non lascia spazio a dubbi sulla direzione del mercato.

  1. Il Nord Est traina, e si sente anche da noi

Nel contesto nazionale, il Nord Est si conferma un'area di grande vitalità, con compravendite in crescita dell'8,5% e superfici scambiate in aumento dell'8,8%. Sono numeri che parlano direttamente a chi vive e lavora in questa parte d'Italia, e che in agenzia percepiamo concretamente ogni giorno nelle richieste che riceviamo.
Non è un caso che anche Verona, una delle piazze immobiliari più solide e apprezzate del Nord Est, stia vivendo una stagione particolarmente attiva. La città scaligera, con la sua qualità della vita elevata, la sua economia diversificata e la sua posizione strategica al crocevia tra Milano, Venezia e il mercato europeo, continua ad attrarre acquirenti da tutto il territorio circostante. Chi cerca casa nel Veneto difficilmente riesce a ignorare l'attrattiva di una città come Verona, e i dati regionali lo confermano.
Per quanto riguarda i prezzi, i valori medi che abbiamo rilevato sul territorio sono pari a circa 2.800 euro al metro quadro, in crescita di circa il 5% su base annua, con la zona del centro a confermarsi quella con i maggiori valori: qui le compravendite si chiudono spesso con prezzi superiori a 3.500 euro al metro quadro.
  1. Mutui: finalmente una boccata d'aria

Parlando con le famiglie che si rivolgono a noi, una delle domande più frequenti degli ultimi anni è stata: "Ma conviene ancora chiedere un mutuo?" Oggi possiamo rispondere con più serenità di quanto non fosse possibile dodici mesi fa. La quota di acquisti finanziati tramite credito ipotecario ha raggiunto il 47% nel terzo trimestre 2025, con un aumento di oltre tre punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il tasso medio applicato alla prima rata si è stabilizzato attorno al 3,35%, un livello che — pur non essendo quello dei minimi storici — risulta decisamente più sostenibile rispetto ai picchi che avevano frenato tante trattative nel recente passato. Il capitale complessivamente erogato in mutui ipotecari si avvicina agli 11 miliardi di euro a livello nazionale, quasi 1,9 miliardi in più rispetto a un anno fa.
  1. Domanda reale, mercato solido

Non tutti i mercati in crescita sono uguali. Quello che distingue questo momento è la qualità della domanda che lo alimenta. Oltre il 73% degli acquisti da parte di privati riguarda la prima casa, ovvero persone che comprano per abitarci, non per rivendere rapidamente o per fare plusvalenze veloci. È la domanda più stabile e strutturale che esista, quella che tiene il mercato in piedi anche quando il contesto esterno diventa più incerto.
Le abitazioni esistenti crescono del 10% e rappresentano il segmento più dinamico, mentre il nuovo costruito, in calo del 9,6%, si assesta al 6,4% del totale. Per i proprietari che vogliono vendere un immobile usato in buone condizioni, il mercato offre oggi una finestra di opportunità concreta.
  1. Affitti: rendite in crescita, domanda inesauribile

Il mercato della locazione completa il quadro con numeri altrettanto positivi. Quasi 252.000 nuovi contratti stipulati nel trimestre a livello nazionale, per un valore complessivo dei canoni annui che supera i 2,1 miliardi di euro, in crescita del 7,1%. Le locazioni a canone concordato crescono dell'8,8%, quelle per studenti addirittura a doppia cifra: una tendenza che riguarda da vicino anche l'area veneta, dove la presenza universitaria è significativa e in espansione.
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